Archivio per maggio, 2014

 

Uno dei pezzi che più amo. Con un testo dannatamente semplice e intenso. E che ora, sento, dannatamente, mio.
Ed eccolo qui, per chi volesse leggerlo mentre ascolta. :)

When you were here before
Couldn’t look you in the eye
You’re just like an angel
Your skin makes me cry
You float like a feather
In a beautiful world
And I wish I was special
You’re so fuckin’ special

But I’m a creep, I’m a weirdo.
What the hell am I doing here?
I don’t belong here.

I don’t care if it hurts
I want to have control
I want a perfect body
I want a perfect soul
I want you to notice
When I’m not around
You’re so fuckin’ special
I wish I was special

But I’m a creep, I’m a weirdo.
What the hell am I doing here?
I don’t belong here.

She’s running out again,
She’s running out
She’s run run run running out…

Whatever makes you happy
Whatever you want
You’re so fuckin’ special
I wish I was special…

But I’m a creep, I’m a weirdo,
What the hell am I doing here?
I don’t belong here.
I don’t belong here.

 

 

 

Caldo, freddo, pioggia, temporali, vento e tempeste ormonali.

Guardo il mondo da dietro i miei scuri occhiali da sole e penso a 3 mila cose al minuto. Penso all’ultimo posto in cui son stata, ad un tramonto che pareva un dipinto nella sua semplice e innata meraviglia, poi al prossimo viaggio, ai colori, alla luce, al mare, al lago, alla montagna, al verde, alla voglia di ascoltare un pezzo, leggere una pagina di un libro “prezioso”, un film, l’ultima foto scattata, l’ultimo sguardo rubato, al quel sorriso regalato, ad un ballo che ha l’emozione di un amplesso, a del prezzemolo che copre troppo il sapore di un piatto di funghi ma non riesce e non può intaccare nient’altro al di fuori dei funghi, alle stelle, e agli abbracci che sanno sempre di addio. Potrei continuare all’infinito, ma mi fermo.

E oggi, dopo una lunga e stancante giornata, sono qui a scrivere su questa tastiera come un pianista impazzito.

Una cosa che, certamente non accadeva da tanto. E ascolto, con cuffie più grandi di me, Lui…. Yann Tiersen e sono a Parigi in un botto…come solo io so fare. Rapita da immagini, suoni e colori…e vita.

Le chimere, le fantasie e i sogni dove mi immergo, anzi dove mi butto a capofitto, sono sempre lì a sostenermi e, paradossalmente, a reggermi l’eventuale caduta.

Da circa un mese, l’ Universo intero mi invia dei segnali. Prima erano indecifrabili ma ora…..giorno dopo giorno, non lo sono più. Anzi, sono sin troppo espliciti.

I miei recettori sono tutti accesi e io stessa trasmetto buone energie, ricevo risposte, ritrovo persone e metto in atto cambiamenti, seppur piccoli per molti.

Mi avvio e abbraccio una nuova fase di vita. Dove spero di trovarmi e trattarmi bene, che non è poi cosa così scontata. Io così scioccamente sensibile e irrimediabilmente onesta e troppo furba con me stessa.
Io, una pagliuzza di un universo che intanto procede senza uno scopo, o forse sì. Vecchie domande che non mi pongo più ormai. Ora riesco solo a pensare alle cose che amo e che voglio avere intorno sino alla fine dei giorni.

La natura mi raccoglie e mi sostiene. I miei gatti sono amore, sacrificio e dedizione. La musica e i libri, il mio cibo. E l’amore, croce e delizia degli uomini, mi tiene viva. Riempie i minuti, le ore, i giorni, le settimane, i mesi e gli anni…ma non dura in eterno.
L’amore che tutto ingarbuglia e che tutto risolve. L’amore regolare che forse non mi appartiene e l’amore imperfetto che forse mi affascina. L’amore che non è mai uguale a sè stesso e che ci rende liberi, poi schiavi e poi nuovamente liberi.
Nuoto in un infinito mare di emozioni, a volte rallento perché stanca e a volte la smania di arrivare è più forte di ogni dolore fisico.  Altre volte cambiare è un’esigenza irrefrenabile. Ti spingi al limite e ti fai male, malissimo. Il dolore diventa quasi afrodisiaco, non puoi farne a meno. Autolesionismo? No, qualcosa di più grande…le grandi emozioni non uccidono ma ti divorano dentro. Di qualsiasi natura esse siano.
Non puoi, in alcun caso, farne a meno. E non capisco chi riesca a vivere senza mai un rischio o un azzardo o un errore. A vivere completamente , un’emozione.
Per questo, a volte, mi sento “sbagliata” di fronte a chi ha una vita “perfetta”, senza errori, senza grosse scivolate, senza delusioni o senza lacerazioni dell’anima. Mi chiedo davvero come sia possibile ma non nego che, nella mia vita, tante volte ho sentito forte il desiderio di riuscire anche io a raggiungere quella “perfezione”. Convinta che potesse darmi pace e serenità nelle più alte forme di esistenza. Convinta che potessi campare anche io sempre con un sorriso di plastica per tutta la vita.

Probabilmente sono dannatamente stupida, perché a 38 anni compiuti non riesco. Oppure, oggi, sono consapevole che sarebbe per me una fottuta gabbia.  Le briglie non fanno per me, anche se sotto forma di amore, amicizia e famiglia. Una vita intessuta di pensieri e frasi che non fanno altro che ricordarti che da quando vieni al mondo non “vivi” per te stesso….ma per gli altri.

Soddisfare gli altri, gratificare l’ego di altri, inorgoglire altri, dedicarti agli altri, applaudire altri, pensare agli altri e amare gli altri. Non offendere gli altri, non contraddire gli altri, non calpestare gli altri, non far soffrire gli altri, non far piangere e non deludere altri.
Io forse, e solo ora veramente mi accorgo, sono una disadattata solitaria ed un’ipocrita egoista.
Amo me, scelgo me….ma quelle frasi infilate nella mia testa prima ancora della nascita, inserite come un chip nel mio DNA, hanno risuonato per una vita intera. Mi hanno fatto sudare e lottare dure lotte….dove alcune volte sono uscita illesa, molto spesso invece mi sono ritrovata con gomiti e ginocchia sbucciate. O anche le ossa rotte.
Come una bimba, mi sono rialzata e ho continuato. A volte realmente convinta e altre volte solo per non darla vinta. Ma poi a chi? Ai miei genitori? agli amici? agli amori?

So solo che ora, la musica è finita. In tutti i sensi. Volo in uno spazio che non conosco e non mi fa paura. Voglio poter raggiungere l’infinito e oltre…sia che esista o no. Voglio una Vita che sanguini, piuttosto che una Morte liberatoria. Il pulsare del mio cuore ha un ritmo diverso, probabilmente galoppa o forse, fa solo un dressage, in modalità Kur (freestyle) :)

Riprendere a scrivere qui, in un certo senso, fa parte di questa nuova fase, dei cambiamenti in atto e di una rinnovata forza e una più nuova consapevolezza di me stessa nel preciso e triste contesto socio-politico-culturale in cui, mio malgrado, devo vivere. Un dannato vivere.

Ringrazierei come sempre chi continua a leggere….ma in realtà, ora come ora, non ha estrema importanza. Preferisco ringraziare chi resterà sino alla fine.

Credo che da qui alla fine di questo anno corrente, partorirò dei “mostri mentali”. Ma non abbiate paura.
Ricordate, che scegliete voi cosa fare: leggere o non leggere.

 

 

Probabilmente sono fessa, altrimenti certe cose non mi accadrebbero. Mi faccio prendere dalle situazioni, dalle forti emozioni…dagli “eventi sincronistici” di cui parla Jung.
Vedo “lune nel pozzo” o semplicemente non so aspettare?
Una domanda retorica, perché in realtà continuerò a vivere seguendo l’istinto e “credendoci”.
Solo che a volte, come oggi, mi ritrovo sempre più sola, nel mio comunicare o condividere.
Sola perché, anche chi sembra capire e condividere certe cose, in un primo momento poi sotto-sotto, non riesce davvero.
Quindi pensi di aver condiviso inutilmente e la “solitudine” e l’amarezza ti schiacciano.

Forse sono davvero io che vivo in un altro mondo e/o in un’altra realtà.
Non lo so! Intanto penso e mi svesto, per oggi, dei miei panni di guerriera.
I miei gatti, la mia musica e i miei libri, sono una certezza a fine giornata.

Sono davvero stanca di certi “personaggi”.