Archivio per aprile, 2013

Amo ancora fare le bolle...

Sì, amo ancora fare le bolle…

A volte, molto spesso, mi sorprendo davanti allo specchio a fare boccacce di     ogni tipo. A ballare nuda, a cantare a squarciagola. Ogni volta mi chiedo:  manie di protagonismo recondite o, al contrario, porto fuori la “donna selvaggia” che è in me solo quando sono sola e mi posso guardare, scrutare, prendere per il culo, ammirare e simpaticamente abbracciarmi?

Non so rispondere con esattezza, so solo che quando sono in quegli stati mi sento davvero VIVA, LIBERA e finalmente ME STESSA. Sì, proprio così, nessuno di noi credo viva appieno la sua personalità. Per tanti motivi siamo portati a coprirci, proteggerci, divincolarci e ad “essere anche altro” e a “vestirci” con panni non sempre a noi congeniali.

Io sento di dover ancora dare tanto a me stessa e ci sono dei giorni che guardo il sole, gli alberi intorno a me e mi sento come se avessi tutto chiaro, ogni cosa.  Tutto avesse un senso. Le paure cadono come foglie gialle e rosse, la musica di sempre mi rapisce e mi fa planare sopra ognuno dei miei sogni che sono sempre lì, in attesa, ad attendere me.

Per questo tante volte mi sento nel posto, o meglio, nel periodo sbagliato….

Davanti allo specchio, nuda e con lo spazzolino in modalità microfono, invece no! Me la canto, me la rido e mi sento libera. Libera di urlare, di ballare, di fare le bolle con lo shampoo e di ridere di me, come nessun altro.

Sì, la parte bimba di me esiste ancora e la proteggo con le unghie e con i denti…. :)

Oggi giornata strana. Giornata libera e passata tutto il giorno a studiare intere pagine di html. Ascolto tutto l’album Handful of Rain dei Savatage mentre provo a scrivere queste poche righe. Giornata strana dicevo, ma forse perchè sono anche stanca.
Ieri, primo aprile, per tutti Pasquetta. Io ho realizzato uno dei tanti piccoli sogni. Ero a Bozen (Bolzano) a vedere il Messner Mountain Museum….situato nel Castello di Firmiano.
Una location sospesa nel tempo, un luogo meraviglioso e poi c’era lui Messner. Il mio idolo dall’età di 10 anni, lui come Walter Bonatti e tanti altri.
Lui, l’alpinista caparbio e dannatamente grandioso.
Un museo dedicato alla Montagna….diviso in oltre 7 sezioni, una più bella dell’altra.
In alcuni punti mi sono commossa. Vedere i reperti di Bonatti, di Messner, l’attrezzatura così  paurosamente insicura oggi….tutto mi parlava di montagna e io, sognatrice incallita, ero lì a perdermi nei 7 summits.
Ieri notte ho sognato di scalare il Nanga Parbat, pensate quanto fossi stordita e inebetita dalla giornata. Una giornata vissuta tutta d’un fiato.
Sono tanti i libri accumulati e letti sulle montagne, le spedizioni in cordata, in solitaria, le grandi figure di eroi (perchè allora lo erano senz’ombra di dubbio)….eppure ieri sono rientrata a casa stanca e con la voglia di leggere ancora, ancora e ancora.
Mi chiedo se potrò riprendere seriamente e scalare, quando, dopo l’incidente faccio fatica a finire un trekking di difficoltà medio-alta…..mi fa molta tristezza tutto ciò anche se so bene, come dicono tutti, che devo ringraziare di avere salva la vita. Verissimo, ma i miei sogni erano e sono altri.

Oggi essere libera e stare a casa a studiare tutto il giorno è stata dura ma era da una settimana che non aprivo pagina e ho dovuto. Ho finito con la testa che mi scoppiava e ora che vorrei dormire ascolto musica e scrivo cazzate…
Avrei voluto scrivere meglio della giornata di ieri, ma così ho partorito ‘sta cosa e così, me la tengo. Magari scriverò una cosa apposita più avanti, anche se prima ho, non so quante, recensioni da fare….

Cmq speriamo di concludere il sogno di ieri, mi sono svegliata tremando a soli 600 metri dalla cima. La cima, non solo una fine, non solo una punta, non solo un arrivo…..la cima è il raggiungimento di una parte di te. Il poter dire “ce l’ho fatta” e “la montagna me l’ha concesso”.
La montagna vista come cammino, crescita, adrenalina pura, fierezza….la cima è solo dove tutto si conclude, dove forse metti una bandiera, dove forse scatti una foto…ma non resti abbastanza a lungo per apprezzarla. Devi tornare, ridiscendere giù da un’altro versante, non farti trovare impreparato da un cambiamento del tempo e devi, sopratutto, respirare….perchè ad ottomila metri, si muore e in cima…..non si può cazzeggiare. Proprio no.

Scusate (come al solito) e notte notte a tutti!  :)