Archivio per ottobre, 2008

Risvegli

Pubblicato: 25 ottobre 2008 in Giorni, mesi, anni...

Stamattina mi sono svegliata con un’idea per la testa…io basto a me stessa, sempre e sempre! Ieri mi sono guardata e gustata uno degli spettacoli più belli che abbia mai visto nella mi vita…Lord of Dance di M. Flatley, ne ho parlato in altre circostanze sicuramente.

Cmq, ho acceso le candele, l’incenso…fumavo il narghilè alla pesca e guardavo, assorbivo e mi emozionavo come sempre per quella musica, per quei balletti, quelle movenze celtiche e quell’ atmosfera.

Come sempre mi muovevo con loro perchè è impossibile stare ferma. Unico rimpianto? Non avere nessuno al mio fianco ad apprezzare tutto questo come lo apprezzo io…all’inizio la cosa mi ha fatto piangere poi ho capito, realizzato….siamo diversi e non per questo divisibili!

Ognuno ha le sue passioni e la passione per queste cose è innata come per me lo è da una vita. Mi spiace non condividere tutto a volte…ma capisco e devo capire che a volte sono io a pretendere troppo.

Concludo qui perchè non voglio iniziare un discorso che chissà dove andrà a finire. Sto analizzando le cose…il fatto è che certe cose in amore non si analizzano mai…e quando lo si fa, si sbaglia.

Speriamo solo che sia una sensazione passeggera….

Buon weekend a tutti…ora esco un pò! :)))

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Chi mi conosce sa benissimo quanto io ami gli animali, quanto io ami i gatti e quanto io ami i MIEI gatti…chiamati anche i miei tesssori.

Ho sempre pensato che quando uno di loro non ci sarebbe più stato sarei stata malissimo e così è stato. Alcuni penseranno che sia esagerato solo perchè “sono animali” ma di queste persone non tengo a mente nulla di quel che dicono o pensano…mi dispiaccio per loro perchè la loro insensibilità è la stessa che non li rende amabili nemmeno all’ occhio umano.
Dura? no, non credo! Parlo di persone che esistono purtroppo.

Io non mi vergogno di piangerti mio tenero amico, mio angelo nero. Chi ha avuto il piacere di conoscere i miei tesori, di te diceva sempre “è enorme”, “è bellissimo”, “è regale” oppure “è nerissimo”.:) Insomma rimanevano tutti colpiti per il fatto che sembravi una piccola pantera….bellissimo!

Ancora non capisco e ancora non credo come tu sia potuto andartene via in quel modo. Avevi mangiato, ti sei strofinato sulle mie gambe ieri mattina mentre innaffiavo il giardino prima di andare a lavoro…ti ho coccolato e poi quella chiamata a metà mattina…un fulmine al ciel sereno!
La mia speranza è stata che cmq fossi ancora vivo, salvabile…e invece no, l’amara scoperta che eri morto sul colpo.

Mi sento vuota. Ieri ti ho tenuto stretto tra le mie braccia avvolto nella tua copertina sino a quando non ti ho sentito completamente rigido…spento. Difficile questa cosa ma ho voluto sentire il tuo calore che se ne andava e assorbirlo tutto. Solo allora ti abbiamo seppellito, sotto la palma dove ti facevi le unghie e dove ti sdraiavi spesso.

Stamattima ho dato da mangiare a Morgana e Poldina e mi sembrava di averti alle spalle…strana sensazione e spero che resti per un bel pò.

Mi manchi Salem, ci manchi ad entrambi. Ci mancano le maniglie delle porte che si aprono perchè tu sapevi aprire tutte le porte vista la tua altezza messo su due zampe :), ci mancano i tuoi miagolii la mattina perchè vuoi mangiare prima degli altri, ci manca trovarti  nei davanzali ogni volta che si apre una finestra, ci manca vederti mentre si innaffia il giardino correre avanti e indietro per non beccare l’acqua. Mi manca vederti sul cancello, come un cagnolino, quando rientro a casa e mi manca, dannatamente, il tuo abbraccio quando ti mettevi addosso…il tuo modo insolito di porti che era realmente era un abbraccio umano.

Grazie amico mio, grazie per questi 5 anni che mi sei stato accanto e che non mi hai mai abbandonato, cosa che voi “animali” non fate mai con noi “umani”.

Le lacrime di questi giorni prima o poi finiranno ma il tuo ricordo rimarrà indelebile in me e in questa nuova casa che tu adoravi…e da dove però ti piaceva sconfinare per inseguire lucertole o uccellini, esattamente come ieri dove però hai trovato la morte. :(

Non è vero che i gatti hanno 7 vite oppure tu le avevi già utilizzat tutte, ahimè! :(

Addio, tessssoro mio!

Il mio angelo nero

Salem, il mio angelo nero

Ecco la fiaba più breve e più bella che abbia mai letto…e forse anche tu :)

C’era una volta una ragazza che domandò ad un ragazzo se voleva sposarsi con lei.
Il ragazzo le rispose in modo secco:
“NO!”
Da quel giorno, la ragazza visse felice per sempre, senza
lavare, né cucinare, né stirare per nessuno, uscendo con le
sue amiche e facendo l’amore con chi voleva, lavorando e
spendendo i suoi soldi come voleva.

Il problema, per alcune di noi, è che fin da quando eravamo piccole,
nessuno ci ha mai raccontato questa fiaba.
E ci hanno fottuto ben bene con quel cavolo di principe azzurro!!! :) ^__^

Per carità….mai creduto che esistesse uno in calzamaglia azzurra con tanto di cappello piumato e cavallo bianco, eh :))…però diciamo che da piccole quei racconti hanno condizionato la vita di molte bambine/ragazze/donne che nella loro vita hanno sognato sempre di trovare l’uomo perfetto con cui passare una vita piena di cose belle e felicità. Purtroppo l’uomo perfetto non esiste, per ognuna di noi credo esista l’uomo “più congeniale” casomai, questo credo! ;)  Chissà se siete d’accordo con me. E’ da molto che non scrivo, è vero, e quello che volevo fare oggi era più che altro una provocazione e non turbare o far pensare. Oggi per me però, è una giornata piena di pensieri e decisioni… alle volte i pensieri sembrano sempre gli stessi, monotoni….mentre in realtà è solo un’impressione perchè ogni volta la consistenza di questi è diversa.

Ora vi lascio alle vostre cene, ai vostri film, alle vostre uscite, alle vostre dormite e…ai vostri pensieri, perchè no? :D
Domani è lunedi è il “giro in giostra” ricommincia….per fortuna che di sera ho teatro…che mi scarica-carica come nessun’altra cosa.

Baci e notte dolce a tutti! ^___^

L’argomento non ha bisogno di esordio, anche perchè il piede della donna è un argomento che…. cammina da sè. Forse quest’è precisamente la ragione per cui ho scelto un soggetto simile, a preferenza d’altre parti magari più nobili, poichè ho notato che, in quasi tutte le cose del sesso amabile, il punto più difficile è sempre…. l’introduzione.

Il mio soggetto è semplice e insieme molto interessante, perchè può essere guardato da diversi punti di vista: a condizione però di trattarlo con tatto…. con molto tatto…. quando si può! tanto più che io intendo parlare del piedino delle belle donne: poichè la donna brutta (lo possiamo ben dire fra noi, perchè qui non ce n’è), la donna brutta, secondo me, non ha piedi…. già, non ha mani, non ha…. niente. Mentre la donna bella ha…. tutto. Se il suo viso fa pensare agli angeli: ebbene, anche la visione del suo piedino arcuato ugualmente fa pensare…. alle cose di lassù.

Ve ne posso dire io qualche cosa, poichè fu appunto un piede che decise di tutto il mio avvenire. Quel piede, sto per dire, fu…. la mano del destino.

Correva l’anno di grazia….. Non tocchiamo certi tasti. Basti dire ch’era l’età felice degli studi e degli esami: in cui, mentre gli anni passavano io non passavo mai. Ebbene: stavo appunto preparandomi febbrilmente a certi esami di riparazione che Dio solo lo sa! Dalla mattina alla sera, non facevo che giocare al biliardo: ma la notte poi!… La notte, dormivo, è vero, ma sognavo: e non facevo che un sogno solo, che cioè stavo davanti al professore e ne sapevo più di lui. Il guaio è che la mattina, il bel sogno si dileguava, ma non per questo s’intorbidiva la mia serenità filosofica, poichè, già fin d’allora sentivo ben radicata nell’anima questa massima immortale: A questo mondo non s’è mai abbastanza ignoranti.

E infatti, se avessi avuto la disgrazia di studiare sul serio, a quest’ora sarei giovane di farmacia: una carriera che ha un solo lato buono, cioè si diventa decrepiti, ma sempre giovani…. di farmacia.

Basta! il fatto è che alla fine con un coraggio da leone mi presentai all’esaminatore dicendo tra me:

– La chimica non la so, ma amo i miei genitori.

Il professore era un vecchio burbero, irsuto, non aveva mai adorato che l’azoto, l’ossigeno e l’idrogeno. Alla moglie non aveva mai saputo dire altra frase amorosa che questa:

– Dei nostri due fati, dobbiamo fare un solo fosfato.

Egli aveva una figlia, nata per combinazione. S’intende, sempre, per combinazione chimica. Ma il genitore – starei per dire…. l’idrogenitore – la chiamava Camomilla. Poichè egli non viveva che di soluzioni, di tinture madri, di ipofosfiti: la sua esistenza non era che un continuo precipitato.

La sua prima domanda fu semplicissima. Mi chiese il nome d’un rimedio volgare, che soltanto poi compresi essere l’ipecacuana. Egli tentò suggerirmi:

– Ip…. ip…. – E io come un pappagallo: – Ip…. ip…. – urrà!

– Tentiamone un’altra! – egli mormorò crollando la bella testa d’idiota erudito. – Mi dica un poco: in un caso di avvelenamento, a quali sintomi riconoscerebbe la presenza della bella-donna?

Raccolsi allora, con supremo sforzo mentale, tutti i miei più dotti ricordi del veglione, e poi risposi con una certa franchezza:

– La bella donna si riconosco dal piede: se è grosso, è un maschio.

– Voltatevi.

Mi voltai e allora mi applicò…. un esempio pratico della mia teoria.

Così che io, che speravo da lui dieci punti, dovetti poi farmeli dare dalla cameriera…. perchè ce n’era bisogno.

Devo dunque casualmente al piede della donna la fortuna di non essere diventato neppure giovane di farmacia: il che altresì dimostra che io sono un individuo predestinato: dirò meglio, un individuo piedestinato.

Del resto, sono molti secoli da che il piede della donna dirige il passo dell’uomo. E poichè ci sono, credo opportuno rivelare una verità finora sconosciuta, ch’è il frutto di lunghe e pazienti ricerche storiche:

– Il piede della donna, o signori, checchè (vi prego di valutare tutta l’importanza di questo checchè)…. checchè se ne dica in contrario, è una delle più antiche istituzioni del mondo.

Me ne spiace tanto per voi; ma se credete che questi segni di incredulità vi facciano onore, siete in uno sbaglio. La mia scoperta s’appoggia a documenti storici, secondo i quali potrei provare che il piede della donna esisteva, per quanto vi paia strano, sin dai tempi d’Adamo e d’Eva. Fra quell’uomo e quella donna, – che vale il nasconderlo? – qualche cosa ci fu.

Vedo che le signore sorridono con malizia, come se vedessero far capolino il serpente. Prego!… non c’è di che. Quella del serpente non è che un’insulsa favoletta. La cosa è andata precisamente così. In un pomeriggio di luglio, Adamo, sebbene andasse vestito alquanto leggerino, soffriva un caldo infame, e non potendone più, si buttò sdraiato precisamente all’ombra dell’albero della scienza del bene e del male. Ma perchè scegliere proprio quell’albero?

In quell’epoca, già, era il solo che potesse dare un refrigerio contro il caldo. Riflettete: se l’albero è della scienza, la scienza è sperimentale e non può mancare, per lo meno, l’ombra…. del dubbio. Adamo, sdraiato sui fiori, aspettava la consorte: meglio che aspettava, basterebbe dire attend’Eva. Ella si faceva sempre un po’ aspettare e si capisce: se Adamo era la sua compagnia, ella, corbezzoli, era…. la prima donna. Quando Eva raggiunse il marito, s’accoccolò di fianco a lui, e i suoi occhi fantasiosi carezzavano i magnifici frutti dorati di quell’albero: e le parvero tanto belli che pregò Adamo di coglierne qualcuno. Fin da quell’epoca già i mariti erano un po’ sgarbati e Adamo rispose:

– No, cara, sto troppo bene.

Ai tempi nostri, questo basterebbe per cominciare una lite, perchè la moglie si affretterebbe a dire con accento sarcastico:- Eh già, capisco! il signore, a quest’ora, magari si sarebbe rotto il collo sull’albero, se si trattasse di un’altra.

Ma in quell’epoca l’altra non c’era; così che Eva, un po’ indispettita, si limitò a rampicarsi agilmente sopra l’albero, tosto sparendo nel fitto e odoroso fogliame. Adamo cominciò a sonnecchiare. Allora Eva, piccata del suo contegno, gli tirò un pomo che lo colpì proprio diritto nel…. più bello del sonno. Egli alzò gli occhi sorridendo e…. che serpente d’Egitto! vide una cosina tanto graziosa che s’agitava tra le foglie, e quella cosina, ve lo figurate, non era che il candido piedino di Eva. Quel piede forse gli suggerì di fare il passo più lungo…. della gamba; fatto è che, secondo gli storici, appunto quella vista pare gli abbia ispirato la prima idea…. del peccato originale.

Dolce peccato, che si chiama originale, perchè poi se ne tirano molte migliaia di copie.

Coloro i quali credono che un piede non possa ispirare idee molto poetiche, sono vittime di volgarissimo pregiudizio. Non solo il piede è nobile e poetico, ma è la poesia stessa. Come si fanno i versi? Non si fanno forse…. coi piedi? E l’amore, questo etereo e dolce poema, da che comincia? comincia sempre dall’incontro magnetico di due punte di piede, sotto una tavola, durante una onesta partita di tombola o una cena…. assai meno onesta.

Due piedi che si amano, sanno profittare dell’oscurità, per darsi una stretta…. di mano. Perchè poi un piedino intelligente sa dire una quantità di cose eloquentissime. Se agita la punta dal sotto in su significa: Prendete una sedia e venite vicino a me. Se fa dei movimenti da destra a sinistra e viceversa, vuol dire: Non vi credo! Se fa un moto brusco e si ritira, significa: Allontanatevi subito, c’è pericolo imminente.

Ma non c’è pericolo che tenga! la donna nella vita ha tante cose: ma l’uomo non ha che un desiderio solo: quello di passare l’esistenza…. dove? A piedi della donna amata. Tant’è vero che Romeo non ha mai detto a Giulietta: Ah! vorrei passare tutta la vita ai tuoi orecchi…. al tuo naso…. ai tuoi gomiti…. alla tua…. oh, mai!

Concludiamo dunque che il piede della donna ha tale forza irresistibile, che sarà persin capace, e questo lo giurerei, di far muovere (cenno d’applausi) le mani dell’uomo.