Allora….premetto che i post dove racconti ciò che fai o devi fare li ho sempre detestati…ma oggi è diverso. Venerdì è venuta da Milano, la mia amica, ex compagna di banco per 5 anni, Patrizia; riparte Lunedì e oggi ci vediamo con lei e con Max. Non vedo l’ora di rivederla.Sono passati 6 anni dall’ ultima volta e sono davvero contenta di rivedere lei…e anche Max che non vedo da quando è tornato da Londra.
Tra un pò esco per prendere le chiavi alla mia amica perchè nel weekend devo dare da mangiare ai suoi cani….poi mi prendo un pò di sole alla prima.
Ora scappo e, stanotte tardi o domani, vi racconterò. baciiiiiiiiiiiii a tutti, sopratutto a Dublino e al suo tempaccio….
Che notte! Sono qui a pensare con le note della canzone di Elisa “Eppure sentire” che mi trapanano il cervello e mi lacerano il cuore. Improvvisamente un fulmine, un ricordo, un pensiero intenso…e solo una parola aleggia nella mia mente “Q”. Lacrime amarissime sul mio viso. Penso e ripenso a tante, tantissime cose, parole ed emozioni che non ho “sentito” davvero. Mi illumino di ricordi come per riscaladare il mio cuore solitario ma in realtà sento solo più freddo, perchè non voglio pensare, non voglio ricordare e tanto meno piangere.
Non capisco ancora perchè dò tanto spazio alle persone da rimanerne poi imprigionata. Mi sento legata e mentalmente deformata a volte da non vedere nessuna via d’uscita. Mi sento con l’acqua alla gola, mi sento sull’ orlo dello stesso precipizio da anni….come un sogno che si ripete all’infinito.
Vorrei solo svegliarmi. In un’ altra città, con un’ altra vita e con un’ altra energia nel cuore!
E’ tardissimo e continuo a non avere sonno. Gli occhi umidi riflettono paure, sogni ed emozioni implose. Sono certa che esista un limite a tutto questo e io forse ce l’ho quasi fatta. Voglio vedere cosa c’è dopo, voglio sbirciare e capire se c’è quella via di fuga, vedere se il possibile esiste davvero.
Stanotte dico basta a tutto, alle torture mentali e al resto….devo davvero pensare seriamente a me stessa e alle mie cose. Non è proprio possibile vivere così…non più.
Oggi il post mi rendo conto che è di una tristezza e “pesantezza” mostruosa..beh vedetela così, sono riflessioni di una mente attanagliata dal tempo.
Oggi al mare 37°, credo di non aver mai assistito ad un Giugno così intenso. La mia abbronzatura e quasi arrivata al mio massimo di fine estate e l’estate non è nemmeno cominciata. Il sole però è malato e si sente….e vedo anche che in merito a questo la gente, non tutti però, si protegge di più.
Cmq dicevo, a temperatura dell’ acqua era quasi fastidiosa. Stavi bene per i primi 10 minuti poi uscivi e dopo altri 10 minuti dovevi rientrare. Troppo caldo….davvero troppo!
Il mio primo bagno quest’ anno l’ho fatto a Maggio, esattamente a Carloforte per il Girotonno, ma quelli di oggi hanno suggellato definitivamente l’inizio di quest’ estate, che si preannuncia afosa, torrida e ricca di cambiamenti
Oggi inserisco in questo blog una delle mie poesie preferite, una di quelle che riempie il cuore, una di quelle percui sei capace di riflettere per ore. In questo momento poi la sento dannatamente mia…buona lettura e riflessione.
“Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non
rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su
bianco e i puntini sulle “i” piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno
sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti
all’errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul
lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza, per inseguire un
sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi
non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente
chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i
giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non
fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli
chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
respirare.
Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida
felicità.”