
...il mio adorato cucciolo nero!
Non ho bisogno di denaro.
Ho bisogno di sentimenti,
di parole, di parole scelte sapientemente,
di fiori detti pensieri,
di rose dette presenze,
di sogni che abitino gli alberi,
di canzoni che facciano danzare le statue,
di stelle che mormorino all’ orecchio degli amanti.
Ho bisogno di poesia,
questa magia che brucia la pesantezza delle parole,
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.
Ieri giornata di riflessione e di “violenza positiva”! Si, proprio così…avete presente quando i vostri muscoli si attrofizzano insieme al cervello? Quando dovete fare delle cose o peggio ancora, volete fare delle cose, e però non riuscite? Bene, ieri era questa la mia condizione! Mi sono violentata psicologicamente e buttata letteralmente fuori da casa. Ho iniziato un piccolo laboratorio di costruzione di giocattoli per bambini….e non avete idea di come mi abbia portato su un altro pianeta. Per delle ore ho messo da parte ogni pensiero negativo mentre ritagliavo, segavo, facevo buchi nel legno….e mi riempivo di polvere le mani e di odor legno le narici….
Una rivelazione, un’Illuminazione come spesso mi accade. Questo post è doveroso per tutti quelli che mi sostengono nei momenti no ultimamente e mi sentono spesso triste. Silvia tornerà…..sono io la prima a volerla, desiderarla, cercarla…e tornerà.
Mi sarebbe piaciuto raccontare quello che ho fatto ieri, ma non vi annoio. Ho annoiato per un bel pò mio padre
Vi aggiornerò magari con delle foto sulle mie creazioni…ahahahah
Braccata dalla pioggia in casa. Braccata dai pensieri nella mia testa. Braccata dal dolore nella mia anima e nel mio cuore. Sono ad un passo da me, sono un passo dal sentirmi ancora VIVA ma non riesco a raggiungermi, sono sfuggente con me stessa. Mi rendo ripugnante, mi allontano e poi piango la mia lontananza. Sono pazza con ogni parte del mio cervello e del mio corpo. Estremamente pazza. C’è un fine ultimo, secondo voi, per certe persone che non si trovano, che stanno in sintonia solo in alcuni contesti di questo mondo? Chi ha la fede vede e sa che è tutto nelle mani di Dio. Il dio che ti dona questa vita e che ha un progetto per ognuno di noi. A volte faccio fatica a credere che ci sia qualcuno così misericordioso che però faccia accadere tante cose atroci nel mondo….ma forse non sono dotata di quella fede di cui si ha bisogno. Penso al fatto che nessuno può sapere, tanto meno dio, che cosa sia giusto per me….perchè nemmeno io lo so. O forse lui lo sa perchè ha già deciso alla mia nascita qualcosa per me? e sono solo io a non comprenderlo perchè non ho la fede? Tutto ciò è ancora più triste…scoprire che non so fino a che punto posso condurre i giochi.
Oggi qui piove. E io sono metereopatica….se non vi foste accorti. Buon “sole dentro” a tutti!
La mia Musica oggi è questa….un richiamo, un’ invocazione….una preghiera!
WASHINGTON – Era il padre di un simbolo del rock, la famosa ‘Gibson Les Paul’, la chitarra che tutti i grandi della musica hanno voluto in competizione con l’altrettanto mitica ‘fender telecaster’, madrina della altrettanto celebre ’stratocaster’: Lester William Polfuss, meglio conosciuto come Les Paul, è morto oggi a White Plains (New York) all’età di 94 anni. Lo ha reso noto a Los Angeles il suo agente, Tom Cassidy. Les Paul era nato il 9 giugno del 1915 a Wakesha, in Wisconsin, da una famiglia ebrea. Talento assoluto, si avvicinò alla musica all’età di 8 anni, cominciando a suonare l’armonica. All’età di 13 anni cominciò la sua carriera semi-professionistica per diventare – a Chicago – un jazzista di primo piano nel panorama musicale americano. Nel 1936, a soli 21 anni, firmò infatti il suo primo disco, con lo pseudonimo di Rhubarb Red. Ma nel 1948, dopo aver suonato con i più bei nomi del jazz dell’epoca, fu coinvolto in un gravissimo incidente stradale che gli frantumò, letteralmente, il braccio destro. I chirurghi gli dissero che non avrebbe mai più avuto l’uso normale del braccio, il gomito sarebbe rimasto bloccato qualunque fosse la posizione che gli volevano dare. Les Paul allora chiese di fissarglielo piegato, in modo che potesse continuare a suonare la chitarra. E così fu. Sperimentatore musicale di eccezionale talento, Les Paul fin dalla metà degli anni Trenta aveva cominciato a progettare nuovi strumenti per nuovi suoni. Giunse così alla creazione di quella che sarebbe poi diventata una delle chitarre più famose al mondo, quella che ancora oggi porta il suo nome. I nomi più famosi del panorama musicale mondiale hanno suonato con la ‘Gibson Les Paul’, da Carlos Santana a Jimmy Page (Led Zeppelin), da Paul McCartney a Edge, il chitarrista degli U2. Les Paul concepì la chitarra già nel 1939, chiamandola ‘The Log’ il tronco): non più una cassa armonica vuota, ma una cassa armonica piena, in modo da permettere alle corde una sonorità completamente diversa. E’ da considerarsi l’antesignana della chitarra elettrica. Non a caso in quegli stessi anni un altro grande sperimentatore musicale, Leo Fender, ne andava inventando una analoga). La Gibson Guitar Corporation disegnò una chitarra accogliendo i suggerimenti di Les Paul e nacque così la ‘Gibson Les Paul’, la chitarra diventata il simbolo del roch&roll. Nel corso della sua carriera Les Paul, che fece per anni coppia con Mary Ford, suonò con nomi come Frank Sinistra, Bing Crosby. Fa parte della Grammy Hall of Fame, della Rock and Roll Hall of Fame e della National Inventors Hall of Fame. Nel luglio del 2005, in occasione dei suoi 90 anni, la Carnegie Hall di new York gli riservò un concerto memorabile, al quale presero parte tra gli altri virtuosi della chitarra come José Feliciano, Peter Frampton, Steve Miller. Al termine del concerto la Gibson Corporation donò al grande inventore una Les Paul nuova fiammante, fatta su misura.
di Luciano Clerico www.ansa.it

La mitica chitarra